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Insieme nell'amicizia per servire

Devo ammettere che sono sempre stato incuriosito dai vari motti che i presidenti fanno propri per simboleggiare il loro anno, ma spesso non mi sono soffermato più di tanto sul significato di tali frasi. Molto probabilmente sbagliavo, perché è sempre bene non limitarsi ad un'analisi superficiale delle cose.

Il Distretto Leo 108 IA1, di cui faccio parte, per l'anno sociale 1999/2000 ha adottato come motto: "Insieme nell'amicizia per servire nel mondo". Mi è sembrato giusto quindi scrivere a proposito di esso poiché, in base alla mia esperienza leonistica, posso affermare che incarni meglio di altri lo spirito leo.

Ad ogni occasione importante della nostra vita associativa vengono letti dal cerimoniere di turno il Codice dell'etica e gli Scopi della nostra Associazione; ma fra tutti, se doveste sceglierne uno, non è forse l'Amicizia ciò che costituisce il cemento stesso che tiene uniti i leo club? Con un sistema di affiliazione particolare come il nostro (28-29 anni e sei fuori), se non ci fosse qualcosa di speciale a mantenere insieme i soci, difficilmente potremmo anche solo esistere, figuriamoci riuscire ad organizzare una qualsiasi manifestazione! C'è una notevole differenza tra chi lavora e chi studia, e non parliamo poi della diversità tra un "veterano" di 28 anni ed un "novizio" di 18. Ebbene, qualunque disparità viene appianata ed annullata tramite la comprensione, che può essere generata unicamente dall'amicizia.

Se questo è vero all'interno del singolo club, che rappresenta la pedina minima della nostra Associazione, più saliamo lungo la struttura piramidale dell'organigramma distrettuale e più ci rendiamo conto che l'amicizia è ciò che muove tutte le rotelle del meccanismo.

Difatti, vista la non grande partecipazione, alla fine gli officer vengono scelti sulla base delle amicizie venutesi a creare durante le riunioni distrettuali, e ciò assicurerà senz'altro un miglior funzionamento rispetto a quello ottenibile attraverso la scelta di persone magari validissime singolarmente ma che non si conoscono tra loro. Insomma è una squadra dove ognuno ha i propri compiti ma in cui si lavora insieme.

È ugualmente vero però che l'amicizia può nascere anche tra persone che non si conoscono affatto. Chiedete ad un qualunque presidente di club di pescare tra i ricordi del "suo" anno e vedrete che inevitabilmente riaffioreranno quelli riguardanti le amicizie createsi tramite le riunioni d'area, i service organizzati in comune e via dicendo. Lo stesso avviene tra officer distrettuali e multidistrettuali e naturalmente, non solo tra essi ma tra i soci tutti.

A ulteriore dimostrazione di questa tesi, vi è mai capitato di partecipare ad un gemellaggio fra club, magari di Paesi stranieri? Oppure, più semplicemente, essere di passaggio in un'altra città e provare a contattare il leo club locale? Vi assicuro che il più delle volte sarete ben accolti, come se foste un vecchio amico che da tempo non faceva una visita.

Ho detto: "il più delle volte"? Beh, sì perché non sempre si può essere fortunati. In effetti anche il leo, come d'altronde qualunque altra attività che riguardi un gruppo di persone, non è esente da antipatie o rivalità personali.

Bisogna allora ricordarsi che se facciamo parte di questa Associazione è a causa e per effetto delle sue finalità, ovverosia principalmente per i suoi scopi di servizio.

È mia convinzione che ogni volta che noi leo ci riuniamo per discutere del funzionamento del nostro club, di nuovi programmi e così via, dovremmo lasciare certe cose fuori della porta. Lo so, non sempre è facile, ma almeno provarci è doveroso.

Uniti dunque, se non da sincera amicizia, da un fine ultimo comune per nuove avventure nel nuovo millennio. Buon viaggio a tutti!

EZIO DORIGUZZI

 

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