| Storia della Croce Bianca Milano |
Milano del principio del secolo: ancora chiusa dai bastioni spagnoli, dalle case basse, le
strade tortuose. C'è tuttavia un fremito d'espansione e di rinnovamento: iniziano i
trasporti meccanici, le centrali elettriche, le grandi industrie. Milano sta cominciando a
rinnovandosi. Quella che si chiamava periferia non andava oltre Corso Lodi e là era da
poco sorta una parrocchia al limite dei prati, in questa comunità un prete generoso e
dinamico: Don Giuseppe Bignami. Egli vuole che i giovani crescano di un quieto vivere e
s'impegnino ad aiutare gli altri. Con il loro aiuto nel 1902 fonda la CROCE BIANCA,
società di pronto soccorso e assistenza pubblica, assumendo appunto come emblema sociale
una Croce Bianca in campo blu. Tutto è realizzato su un piano eroico: poche barelle dalle
grandi ruote che i giovani spingono di corsa, traballanti sull'acciottolato, al suono di
un campanello. Oggi questo può fare sorridere, ma così da umili forme, è nata la Croce
Bianca: da un desiderio di bene vicino a coloro che soffrono. Ebbe la sua prima sede
presso l'Oratorio S. Luigi in Via Tagliamento a Milano con lo scopo di prestare soccorso
durante le manifestazioni sportive. Dopo alcuni anni l'Associazione fu dichiarata
organizzazione cittadina e di conseguenza ampliò le proprie iniziative comprendendo,
oltre al servizio di pronto intervento, l'assistenza notturna ad ammalati poveri,
l'istituzione di corsi d'igiene e di pronto soccorso con ambulatorio per prestazioni ai
poveri privi di libretto comunale di assistenza, mantenendo come finalità ultima
l'assistenza materiale e morale di ogni sofferente. La presenza della Croce Bianca è
desiderata e richiesta nelle manifestazioni più importanti della vita cittadina: come nel
1909 si è fatta molto onore nel concorso internazionale ginnastico (3000 ginnasti). Il
servizio prestato dai bravi militi diretti dal Dott. Michele Meda Vittadini e dal Dott.
Carlo Baizini, ottenne elogi dal Comitato Generale e dal Comitato Patronesse presieduto
dalla contessa Elisa Triulzio.
Nel 1910 al concorso ginnico dell'Arena, nel 1911 a Legnano, nel 1912 a Saronno; così a
Lourdes nel 1910, 1911, 1912 e 1913 per il trasporto degli infermi. Nel 1914 si costituì
anche un gruppo femminile, che aveva lo scopo di occuparsi di attività assistenziali e di
organizzare corsi per infermiere volontarie. Nel 1915 con l'entrata in guerra dell'Italia
i corsi di preparazione infermieristica s'intensificarono e le infermiere volontarie
furono impiegate in molti ospedali cittadini: Ospedali delle Figlie del Sacro Cuore di via
Cajazzo, del collegio S. Carlo, dell'Albergo popolare, dell'Ospedale Maggiore (padiglione
di via Pace 9), del posto di soccorso della Sanità Militare di P. Sempione, di via
Benedetto Marcello, di viale Brianza, un reparto presso l'Albergo Mortara in corso S.
Gottardo, l'Ospedale di via Ariberto, un reparto oftalmico presso il Collegio Orsoline di
via Lanzone, l'Ospedale di Vignola, l'Ospedale di via Morosini, l'Ospedale Militare
Francese di via Bergognone e per l'occasione e per le aumentate necessità fu aperto un
ambulatorio in via Giuseppe Meda 53 grazie alla munifica carità del Conte Ambrogio Caccia
Dominioni. Maria Annunciata Meda Branca fu "fondatrice e Presidente della Croce
Bianca femminile diede durante tutta la guerra opera instancabile di organizzazione, di
direzione e di personale assistenza ai militari ammalati e feriti, segno per altezza di
intenti, amorevolezza di azione, modesta di attitudini, alla generale riconoscente
ammirazione" il 23 marzo 1919 con questa motivazione gli fu conferita la medaglia
d'oro. "Per il contributo dato personalmente all'impianto ed al funzionamento
dell'ospedale militare Francese di via Bergognone, per lo zelo, l'attività e la devozione
spiegati nella cura degli ammalati contagiosi ricoverati" gli fu conferita la
medaglia "Reconnaissance Française". Il 15 novembre 1915 l'Associazione
Liberale ha voluto onorare la Croce Bianca con una medaglia d'oro per il lodevole servizio
prestato in occasione della raccolta degli indumenti di lana per i soldati che si
trovavano al fronte.
Il 4 settembre 1916 in seno alla Croce Bianca fu aperto "il piccolo collegio dei
militini" al quale potevano essere iscritti i giovanetti delle classi III, IV e V
elementare e gli alunni delle scuole tecniche e ginnasiale dietro il contributo di due
Lire mensili. Scopo di questo collegio era:
a) preparare gli studenti agli esami di riparazione d'ottobre;
b) istruire i giovanetti nelle prime medicazioni e soccorso d'urgenza affinché si rendano
utili all'umanità sofferente;
c) dare maggior incremento alla squadra dei militini di cui la Croce Bianca aveva tanto
bisogno.
Sempre nel 1916 nascono le Sezioni di Caronno e Cassano d'Adda. Questo fervore di bene ha
il sigillo del sangue con la morte di Luigi Cereseto, che per giungere più velocemente in
soccorso di una donna infortunata, nel tentativo di balzare sul tram per Monza con la
cassetta di primo soccorso, inciampa e muore sotto il convoglio. Nel 1918 la sede fu
trasferita in Via Disciplini dove rimane fino a quando nel 1929 il regime Fascista decide
di sciogliere tutte le Associazioni di pronto soccorso e di incamerarne tutti i beni.
Così la fiamma tenuta accesa tra fatiche e lotte per tanti anni sembra doversi spegnere:
ma essa invece arde nel cuore di quanti hanno creduto nel valore ideale della Croce
Bianca. Nel 1945 mentre ancora per le strade crepitano gli ultimi colpi di fucile di una
guerra che va cessando, la Croce Bianca, per opera d'anziani militi, riprende la sua
attività, senza mezzi, senza sede e usando per i suoi servizi vecchie e sconnesse
ambulanze racimolate dai campi di raccolta. La volontà dei promotori però non conosce
ostacoli: poche e umili stanze nella casa dell'Azione Cattolica sono sufficienti,
l'autoparco si accresce di nuove macchine, ai vecchi militi se n'aggiungono dei nuovi.
Anche le donne ritornano a partecipare attivamente, dando un contributo importantissimo e
una donna dallo spirito profondamente vincenziano Maria Casolo sentì che l'attività
dell'Associazione avrebbe avuto un campo d'assistenza troppo limitato se non si fosse
preoccupata della preparazione d'infermiere volontarie.
E la scuola, fra difficoltà notevoli, ebbe inizio e proprio all'alba del I° corso
infermiere Maria Casolo chiuse improvvisamente il 7 febbraio 1948 la nobile vita terrena.
Al primo corso biennale 1947-49 ben 11 corsi sono seguiti preparando più di 300
infermiere. Da allora in poi la Croce Bianca non ha mai smesso di intensificare la sua
partecipazione in tutti i campi dell'assistenza pubblica, meritando personali
riconoscimenti ufficiali, nazionali ed esteri. Oltre ai servizi di pronto intervento in
ambulanza e di pubblica assistenza, la Croce Bianca è particolarmente impegnata nella
raccolta e distribuzione di viveri, medicinali, materiale vario per i soccorsi immediati a
popolazioni sia in Italia sia all'estero, in conseguenza di gravi calamità come
terremoti, alluvioni, carestie, ecc. Lo testimoniano gli interventi effettuati dalla Croce
Bianca ad Agadir, Ungheria, Cavarzere, Vajont, Firenze, Val d'Ossola, Friuli, Irpinia, nel
1951 nell'alluvione del Polesine, nei disastri ferroviari di Codogno, Monza e quello aereo
d'Olgiate Olona.
Alla primitiva sede milanese si sono in seguito affiancate le Sezioni e Delegazioni di:
SEDE CENTRALE, Arosio, Besana Brianza, Biassono,Binasco, Brugherio, Carate Brianza,
Carugate, Cassina de' Pecchi, Cernusco sul Naviglio,
Cesano Maderno, Giussago, Giussano, Legnano, Magenta, Mariano Comense, Melegnano, Melzo,
Milano Centro, Milano Vialba, Paullo, Rivolta d'Adda, Sant'Angelo Lodigiano, San Giuliano
Milanese, Seveso. |
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